Miele: lo mangiano i vegani?

I vegani non consumano né il miele né altri prodotti provenienti dagli alveari (pappa reale, propoli, cera). Ma quali sono le motivazioni dietro questa scelta? Innanzitutto, molti partono dalla consapevolezza che l’ape (Apis mellifera) è in possesso di un sistema nervoso alquanto sviluppato: si desume, quindi, che possa provare dolore.

Si aggiunga poi che, secondo i vegani, la produzione del miele, soprattutto quello industriale, si attua in maniera crudele. Abbiamo così un connubio perfetto per bandire il prodotto dalle loro tavole, nonostante le incredibili proprietà benefiche, infatti è uno dei migliori rimedi naturali per la tosse. Vediamo di approfondire l’argomento, dal punto di vista vegano.

Il miele è il “vomito” dell’ape: una volta ingoiato il nettare, l’ape lo rigetta e incorpora alcuni enzimi alle sue secrezioni digestive; il composto viene poi nuovamente rigurgitato e digerito da altre api. Per avere più prodotto, l’industria che ruota intorno all’apicoltura sottopone le api a: costanti manipolazioni (scuotimento, getti d’aria, infumicazione, surriscaldamento, posizionamento di trappole) e regimi alimentari innaturali.

Gli apicoltori non solo tolgono dagli alveari il miele prodotto in eccedenza, bensì tutto quello prodotto in estate, nutrendo le api con sciroppo di zucchero per tutti i mesi invernali. Lo sciroppo però non risulta adatto alla loro dieta, quindi le api sono più facilmente vittime di malattie e di morti precoci. Per evitare una moria, di conseguenza, vengono frequentemente addizionati allo sciroppo alcuni antibiotici (tetraciclina, terramicina). In caso di epidemia, infine, le api vengono sterminate, tramite l’incendio degli alveari, inseminazione artificiale e vivisezione.

Le api regine vengono uccise al raggiungimento dei due anni d’età (in natura possono arrivare fino a cinque anni), nel momento della diminuzione della loro capacità di deporre uova. L’inseminazione artificiale segue, generalmente, il decesso del maschio: per ottenere lo sperma, infatti, lo si decapita (questo perché, quando viene staccata la testa, il sistema nervoso centrale riceve un impulso elettrico che provoca eccitazione sessuale). Inoltre, l’inseminazione dell’ape regina, anestetizzata con ossido di carbonio, prevede l’apertura della vagina e l’iniezione del seme tramite microscopici uncini.

Aggiungiamo a questi motivi, il fatto che durante il processo di verifica dell’alveare e di estrazione del miele, anche il più avveduto degli apicoltori non può non calpestare e uccidere molte api.

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